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Integratori di zinco: quando sono utili?

Pubblicato · Verificato automaticamente sulle fonti · Di Tigoo redaktionSupplements

Risposta breve

Gli integratori di zinco sono prodotti destinati a fornire un apporto supplementare di zinco. Le revisioni fornite esaminano preparati, gruppi e parametri diversi; i loro risultati valgono nei rispettivi contesti di studio e non costituiscono una raccomandazione generale per tutti.

Fatti rapidi

  • Una revisione ha riunito 18 studi randomizzati con 1.023 partecipanti appartenenti a determinati gruppi con diabete o prediabete. Fonte
  • Una metanalisi sui disturbi dell’olfatto non ha riscontrato differenze statisticamente significative tra i gruppi trattati con zinco e i gruppi di controllo nel miglioramento della funzione olfattiva. Fonte
  • Gli studi sullo zinco assunto per via orale differiscono, tra l’altro, per formulazione, quantità, durata e misurazione degli esiti. Fonte
  • Le fonti disponibili non forniscono una raccomandazione generale sull’integrazione di zinco in gravidanza. Fonte
Integratori di zinco: quando sono utili?

Che cos’è un integratore di zinco?

Un integratore di zinco è un prodotto destinato a fornire un apporto supplementare di zinco. Le fonti fornite riguardano l’integrazione orale di zinco e mostrano che negli studi questa viene esaminata mediante preparati e quesiti di ricerca specifici. Da ciò solo, tuttavia, non si può stabilire per chi un’integrazione sia indicata o necessaria.

Le revisioni della ricerca differiscono per i gruppi e gli esiti considerati. Una revisione sistematica con metanalisi ha riunito 18 studi randomizzati controllati, per un totale di 1.023 partecipanti. Sono state studiate persone con diabete, diabete gestazionale o prediabete; tra i dati valutati figuravano le variazioni dei livelli di zinco e di diversi parametri. I risultati riguardano questi studi e questi gruppi e non costituiscono un’affermazione generale sugli integratori di zinco per tutte le persone. La revisione sistematica sull’integrazione di zinco e sui parametri esaminati

Anche i preparati possono differire tra loro. Una revisione sull’integrazione di zinco nell’artrite reumatoide riferisce che gli studi hanno esaminato formulazioni diverse. Al tempo stesso, gli studi sull’uomo sarebbero limitati e i loro risultati divergenti. Questa descrizione identifica la formulazione come una caratteristica dei preparati studiati; non dimostra una graduatoria generale applicabile a tutti i prodotti. La revisione degli studi clinici e sperimentali su diverse formulazioni di zinco

Quanto i risultati siano legati al quesito specifico emerge anche da una revisione sistematica con metanalisi sullo zinco e sui disturbi dell’olfatto. Ha incluso sei studi, di cui tre randomizzati controllati e tre osservazionali. Il numero di partecipanti e i periodi di osservazione variavano. Nell’analisi complessiva non è emersa una differenza statisticamente significativa tra i gruppi trattati con zinco e i gruppi di controllo nel miglioramento della funzione olfattiva. Il risultato riguarda il quesito studiato e non consente affermazioni generalizzate su tutti gli integratori di zinco. La revisione sistematica sull’integrazione di zinco e sui disturbi dell’olfatto

Un’altra revisione sull’integrazione orale di zinco nell’acne e nell’idrosadenite suppurativa descrive differenze tra gli studi per formulazione, dose, durata, rilevazione del livello iniziale di zinco e misurazione degli esiti. Per questo, gli autori ritengono necessari ulteriori studi randomizzati controllati. Anche questa fonte illustra come i risultati dipendano dal contesto specifico della ricerca; non offre una base generale per considerare una determinata forma di prodotto superiore per tutti. La revisione degli studi sullo zinco con preparati e condizioni di ricerca differenti

In sintesi, «integratore di zinco» indica innanzitutto un tipo di prodotto. Le fonti disponibili esaminano preparati di zinco in contesti di ricerca specifici e segnalano differenze tra studi e formulazioni. Non forniscono raccomandazioni valide per tutti sul fabbisogno personale, sulla quantità appropriata o su una forma di prodotto adatta a chiunque.

Come viene studiato lo zinco nell’organismo

La ricerca sullo zinco esamina sia i processi biologici sia i cambiamenti misurabili negli studi. Una revisione descrive lo zinco come un oligoelemento che svolge funzioni nella regolazione immunitaria, nella difesa antiossidante e nella trasmissione dei segnali nei processi infiammatori. Spiega inoltre che le ricerche sperimentali esaminano, tra l’altro, le cellule immunitarie, la produzione di citochine e il rimodellamento osseo. Questi meccanismi offrono un quadro biologico per formulare quesiti di ricerca, ma non equivalgono a un effetto dimostrato di un preparato in tutte le persone (revisione sullo zinco e sui meccanismi biologici).

Un esempio di studio dei cambiamenti misurabili è una revisione sistematica con metanalisi di studi randomizzati controllati condotti su persone con diabete, diabete gestazionale o prediabete. Ha incluso 18 studi, per un totale di 1.023 partecipanti. Sono state valutate, tra l’altro, le concentrazioni plasmatiche di zinco e misure della resistenza all’insulina, dell’infiammazione e dello stress ossidativo (revisione sistematica e metanalisi degli studi sullo zinco).

Nel gruppo complessivo degli studi, l’integrazione di zinco è stata associata a una concentrazione plasmatica di zinco più elevata. La metanalisi ha inoltre riportato variazioni di diversi altri parametri, tra cui l’insulina e l’HOMA-IR, nonché marcatori dei processi infiammatori e dello stress ossidativo. I risultati riguardano gli studi inclusi e i gruppi da essi esaminati; non descrivono un effetto al di fuori di questo contesto (risultati della metanalisi).

Anche la scelta dei parametri da misurare è legata ai quesiti biologici. La revisione descrive il ruolo dello zinco nella sintesi, nell’immagazzinamento e nella trasmissione del segnale dell’insulina, nonché nella difesa antiossidante. Questi legami spiegano perché gli studi abbiano esaminato, tra l’altro, le variazioni della resistenza all’insulina e dei marcatori dello stress ossidativo (contesto e quesiti della revisione).

La solidità delle conclusioni di una revisione dipende inoltre dagli studi inclusi e dalle loro differenze. Una revisione sullo zinco nelle malattie infiammatorie dei follicoli piliferi evidenzia differenze tra gli studi nella forma di zinco, nella dose, nella durata del trattamento, nella misurazione iniziale dello stato dello zinco e nella misurazione degli esiti. Secondo gli autori, queste differenze rendono difficile trarre conclusioni solide dall’insieme degli studi (revisione sulle differenze tra gli studi sullo zinco).

Anche una metanalisi sullo zinco e sulla funzione olfattiva mostra come vengono valutati i risultati: ha riunito sei studi, di cui tre randomizzati controllati e tre osservazionali. Le dimensioni dei campioni e i tempi di osservazione successiva variavano; nell’analisi complessiva non è emersa una differenza statisticamente significativa nel miglioramento della funzione olfattiva. Il risultato riguarda gli studi e gli esiti esaminati (revisione sistematica e metanalisi sulla funzione olfattiva).

Nel complesso, questi esempi mostrano che la ricerca sullo zinco può esaminare meccanismi biologici, valori di laboratorio e altri esiti prestabiliti. Le conclusioni che se ne possono trarre dipendono dai gruppi e dai parametri esaminati e dalla comparabilità degli studi inclusi. I risultati vanno quindi letti nel contesto dei rispettivi studi.

Che cosa mostrano gli studi sui preparati di zinco

Gli studi sui preparati di zinco esaminano gruppi e quesiti diversi. I loro risultati non possono quindi essere estesi automaticamente a persone esterne ai gruppi di volta in volta studiati. Le revisioni seguenti riportano, in alcuni casi, variazioni di determinati parametri e, in altri, l’assenza di differenze statisticamente significative. Non rispondono dunque in generale alla domanda se un integratore di zinco sia utile per una persona qualsiasi.

Diabete: risultati relativi ad alcuni parametri

Una revisione sistematica con metanalisi ha riunito 18 studi randomizzati controllati, per un totale di 1.023 partecipanti. Gli studi hanno esaminato persone con patologia diabetica, con la sua forma gestazionale o in condizione prediabetica. Nell’analisi, l’integrazione di zinco è stata associata a una concentrazione plasmatica di zinco più elevata e a valori più bassi di insulina e HOMA-IR. L’HOMA-IR è un parametro utilizzato negli studi inclusi per valutare la resistenza all’insulina. Anche per la colesterolemia totale sono emersi valori più bassi, con una differenza statisticamente significativa ma descritta come lieve; per la frazione LDL della colesterolemia sono stati invece riportati valori moderatamente più elevati, la cui rilevanza clinica è incerta secondo gli autori. La metanalisi ha inoltre riportato variazioni dei marcatori dei processi infiammatori e dello stress ossidativo. La revisione sull’integrazione di zinco nei gruppi con patologie diabetiche descrive quindi risultati relativi a determinati valori di laboratorio nei gruppi inclusi. Non dimostra che i preparati di zinco curino le patologie diabetiche né che le variazioni riportate valgano per altri gruppi.

Acne e idrosadenite suppurativa: prove di diversa solidità

Una revisione aggiornata ha esaminato l’integrazione orale di zinco nell’acne e nell’idrosadenite suppurativa. Per l’acne descrive indicazioni di un possibile beneficio, soprattutto riguardo alle lesioni infiammatorie. Per l’idrosadenite suppurativa giudica le prove più limitate: secondo la revisione, si basano prevalentemente su piccoli studi osservazionali o su studi senza gruppo di controllo. I risultati non sono inoltre direttamente confrontabili: gli studi differivano, tra l’altro, per forma dello zinco, quantità, durata, rilevazione dello stato dello zinco all’inizio dello studio ed esiti misurati. Gli autori ritengono quindi necessari ulteriori studi randomizzati controllati per valutare meglio i risultati. La revisione su acne e idrosadenite suppurativa non consente pertanto conclusioni valide per tutti sull’idoneità di un preparato di zinco.

Disturbi dell’olfatto: nessuna differenza statisticamente significativa nella metanalisi

Una revisione sistematica con metanalisi ha valutato sei studi su adulti con disturbi dell’olfatto: tre studi randomizzati e tre osservazionali. Le dimensioni dei campioni variavano da 25 a 606 persone; l’osservazione successiva durava da 1 a 15 mesi. Per la variazione della funzione olfattiva, la metanalisi non ha rilevato differenze statisticamente significative tra il gruppo trattato con zinco e il gruppo di controllo (OR 1,78; intervallo di confidenza al 95% da 0,63 a 5,03; p = 0,28). Anche nella valutazione soggettiva del miglioramento non è stato riscontrato un effetto statisticamente significativo (OR 0,69; intervallo di confidenza al 95% da 0,25 a 1,93; p = 0,48). Singoli risultati relativi a determinati sottogruppi non modificano questo risultato complessivo. La metanalisi sullo zinco e sui disturbi dell’olfatto non giunge a una chiara constatazione di beneficio per le misure di miglioramento esaminate.

Nel complesso, le revisioni mostrano perché i risultati degli studi vadano sempre letti alla luce del gruppo esaminato, dei parametri utilizzati e della qualità degli studi inclusi. I risultati relativi ad alcuni valori di laboratorio o a singoli gruppi studiati non costituiscono un’affermazione generale sui preparati di zinco per tutti.

Indicazioni autorizzate sullo zinco e loro limiti

Le fonti scientifiche qui riportate esaminano i preparati a base di zinco in diversi contesti di ricerca. Tuttavia, non documentano né quali indicazioni sullo zinco siano autorizzate dalla normativa UE, né le condizioni alle quali tali indicazioni possono essere utilizzate per un alimento. Da queste fonti non è quindi possibile ricavare specifiche indicazioni sulla salute autorizzate.

Uno studio o una rassegna su un determinato argomento non costituisce automaticamente una prova del fatto che un’indicazione pubblicitaria sia autorizzata per legge. Per esempio, una rassegna riassume la ricerca clinica e sperimentale sullo zinco nell’artrite reumatoide e descrive risultati diversi, nonché dati clinici limitati. Il suo oggetto è la patologia studiata; non è una fonte sull’autorizzazione delle indicazioni relative agli alimenti (rassegna sullo zinco nell’artrite reumatoide).

Analogamente, una meta-analisi esamina studi randomizzati sull’integrazione di zinco in persone con diabete, diabete gestazionale o prediabete. I risultati esaminati riguardano questo specifico contesto di ricerca e non documentano un’indicazione valida in generale per gli integratori alimentari di zinco (rassegna sistematica e meta-analisi su zinco e diabete). Anche una rassegna sull’integrazione orale di zinco nell’acne e nell’idrosadenite suppurativa descrive i limiti della ricerca disponibile e chiede ulteriori studi randomizzati. Neppure questa costituisce una prova dell’autorizzazione di indicazioni sulla salute nell’UE (rassegna sull’integrazione orale di zinco nell’acne e nell’idrosadenite suppurativa).

Cosa non si può ricavare dalle fonti fornite

  • Quali specifiche indicazioni sulla salute relative allo zinco siano autorizzate nell’UE.
  • Quali requisiti debba soddisfare un alimento affinché si possa utilizzare una determinata indicazione.
  • Se un singolo integratore alimentare soddisfi i requisiti per una determinata indicazione.
  • Se un’indicazione autorizzata significhi che, per una determinata persona, l’integrazione sia opportuna.

Per verificare dal punto di vista giuridico le indicazioni riportate sulle etichette dei prodotti o nei materiali pubblicitari, sarebbero necessarie informazioni pertinenti sull’autorizzazione nell’UE e sulle relative condizioni. Le fonti disponibili non contengono queste informazioni. Pertanto, qui non vengono riportate specifiche indicazioni sulla salute come verificate.

Inoltre, ciascuno dei lavori di ricerca citati risponde a domande ben circoscritte e non dovrebbe essere confuso con un’autorizzazione delle indicazioni pubblicitarie. Una rassegna sistematica sullo zinco e sui disturbi dell’olfatto, per esempio, riassume sei studi e non riporta alcuna differenza statisticamente significativa tra i gruppi trattati con zinco e i gruppi di controllo nel miglioramento della funzione olfattiva. Anche questo lavoro riguarda studi clinici, non l’autorizzazione delle indicazioni relative agli alimenti (rassegna sistematica e meta-analisi su zinco e disturbi dell’olfatto).

Per valutare l’integrazione di zinco è quindi importante distinguere la ricerca scientifica dalle indicazioni pubblicitarie disciplinate dalla legge: le fonti disponibili trattano risultati di ricerca ottenuti in contesti specifici, ma non contengono prove sufficienti a sostegno di specifiche indicazioni autorizzate o delle relative condizioni d’uso.

Limiti delle prove disponibili

I lavori disponibili esaminano questioni e gruppi diversi. I loro risultati non possono quindi essere estesi automaticamente a tutte le persone, a tutti i preparati a base di zinco o a una domanda generale come «È opportuno assumere un integratore di zinco?». Una rassegna sull’artrite reumatoide descrive gli studi clinici come limitati: comprendevano campioni relativamente piccoli e hanno prodotto risultati non uniformi. Gli autori segnalano inoltre differenze tra i preparati esaminati e la necessità di ulteriori ricerche (rassegna sullo zinco nell’artrite reumatoide).

Anche le prove sull’integrazione orale di zinco nell’acne e nell’idrosadenite suppurativa non sono uniformi. Secondo una recente rassegna, gli studi differiscono, tra l’altro, per la forma dello zinco, la quantità, la durata dell’assunzione, la rilevazione dei livelli iniziali di zinco e le misure utilizzate. Per l’idrosadenite suppurativa, le prove disponibili si basano prevalentemente su piccoli studi osservazionali o su studi privi di un gruppo di controllo. La rassegna chiede ulteriori studi randomizzati controllati per stabilire meglio in quali gruppi esaminati ci si possa attendere un possibile beneficio (rassegna sullo zinco nell’acne e nell’idrosadenite suppurativa).

I singoli risultati valgono solo per la questione esaminata

Una rassegna sistematica con meta-analisi sullo zinco e sui disturbi dell’olfatto ha incluso sei studi: tre studi randomizzati controllati e tre studi osservazionali. Le dimensioni dei campioni variavano da 25 a 606 persone e i periodi di follow-up da uno a 15 mesi. Nella meta-analisi non è emersa alcuna differenza statisticamente significativa tra il gruppo trattato con zinco e il gruppo di controllo nel miglioramento della funzione olfattiva (OR 1,78; intervallo di confidenza al 95 % 0,63–5,03; p = 0,28). Anche per il miglioramento percepito soggettivamente non è stato riscontrato alcun effetto statisticamente significativo (OR 0,69; intervallo di confidenza al 95 % 0,25–1,93; p = 0,48). Un singolo risultato relativo a un determinato sottogruppo non modifica questi risultati complessivi (rassegna sistematica e meta-analisi sui disturbi dell’olfatto).

Questi esempi mostrano perché i risultati relativi a una questione specifica non dovrebbero essere interpretati come un’affermazione generale sull’integrazione di zinco. Ciascuna fonte esamina un tema chiaramente delimitato; nessuna consente conclusioni generalizzate per altri preparati o altre persone. Allo stesso modo, dai singoli risultati non si dovrebbe dedurre né un’efficacia generale né un’affermazione generale sulla sicurezza.

A quali preparati si riferisce la ricerca

La ricerca sui preparati a base di zinco non esamina necessariamente un prodotto uniforme. Nei lavori valutati, i preparati possono differire, per esempio, nella formulazione dello zinco; negli studi variano inoltre la dose e la durata dell’assunzione. Queste differenze rendono difficile confrontare direttamente i risultati o estenderli a un qualsiasi integratore alimentare di zinco. Una rassegna sullo zinco assunto per via orale descrive espressamente queste differenze tra gli studi e rileva che non consentono di trarre conclusioni chiare per una scelta del prodotto valida in tutti i casi. La rassegna sullo zinco nell’Acne vulgaris e nell’idrosadenite suppurativa

Formulazioni: una constatazione tratta da una rassegna

Un’altra rassegna esamina diverse formulazioni dello zinco, tra cui sali organici di zinco, composti chelati e formulazioni più recenti basate sulle nanotecnologie. Gli autori riferiscono che gli effetti osservati nelle ricerche valutate sembrano dipendere dalla formulazione. Questa è una constatazione della rassegna, non una graduatoria generale delle forme di zinco né una raccomandazione d’acquisto. La rassegna sulle formulazioni e sullo zinco

Il contesto di questo lavoro è specifico: riguarda lo zinco nella ricerca sull’artrite reumatoide e prende in considerazione studi clinici e preclinici. La rassegna descrive gli studi clinici come limitati, con campioni relativamente piccoli e risultati eterogenei. Riporta al tempo stesso osservazioni più coerenti nei modelli animali sperimentali. Questi due ambiti di ricerca non sono intercambiabili: i risultati ottenuti nei modelli animali non equivalgono alla dimostrazione degli stessi effetti negli esseri umani. La rassegna sulla ricerca clinica e preclinica

Perché i risultati degli studi non equivalgono automaticamente a un giudizio sul prodotto

Quando uno studio esamina un determinato composto dello zinco o una determinata modalità di assunzione, il suo risultato descrive innanzitutto proprio le condizioni esaminate. Altri lavori possono utilizzare una formulazione, una dose o una durata del trattamento diverse. La rassegna sullo zinco assunto per via orale cita queste differenze tra i motivi per cui è difficile trarre conclusioni definitive dall’insieme degli studi. Anche la dipendenza degli effetti dalla formulazione, così come riportata, non consente di per sé di affermare in generale quale forma di zinco sia preferibile per tutti i prodotti o in tutte le situazioni. La rassegna sulle differenze tra gli studi La rassegna sui risultati specifici delle formulazioni

Per valutare uno studio è quindi importante considerare quali preparati e condizioni siano stati effettivamente esaminati. Il risultato dello studio non dovrebbe essere separato da questi dettagli e presentato come un’affermazione generalizzata sugli integratori alimentari di zinco. Le rassegne disponibili descrivono differenze tra le formulazioni esaminate e tra le metodologie degli studi; non stabiliscono una graduatoria dei prodotti valida in tutti i casi. La rassegna sulle differenze tra gli studi La rassegna sulle diverse formulazioni dello zinco

Integrazione di zinco in gravidanza e in situazioni particolari

Le fonti disponibili non sono sufficienti per formulare raccomandazioni generali sull’assunzione di integratori alimentari di zinco durante la gravidanza. Una rassegna sistematica con meta-analisi ha incluso nella propria ricerca studi randomizzati su persone con diabete gestazionale. Tuttavia, l’abstract fornito riassume risultati relativi a più gruppi e non offre una base specifica per raccomandazioni sull’integrazione di zinco durante la gravidanza. La rassegna sullo zinco nel diabete non dimostra quindi né che l’integrazione sia generalmente opportuna in gravidanza, né indica una modalità di assunzione o una dose adeguata.

Dalle informazioni qui disponibili non è nemmeno possibile stabilire se, e a quali condizioni, l’integrazione possa essere presa in considerazione per una singola persona in gravidanza. Da queste prove non si dovrebbe quindi ricavare una raccomandazione sull’assunzione. Chi sta valutando l’uso di un preparato a base di zinco in gravidanza, o lo sta già assumendo, può parlarne con il proprio medico o con un altro professionista sanitario che lo assiste. Sulla base delle fonti fornite non è possibile raccomandare una quantità specifica.

Cosa dice lo studio sul diabete gestazionale e cosa non dice

Il lavoro ha esaminato studi sullo zinco nel diabete, nel prediabete e nel diabete gestazionale. Complessivamente sono stati inclusi 18 studi randomizzati controllati con 1.023 partecipanti. L’abstract riporta, tra l’altro, variazioni della concentrazione di zinco nel plasma e di diverse misure della resistenza all’insulina e dei marcatori di infiammazione e stress ossidativo. I risultati, tuttavia, non sono presentati separatamente per le persone in gravidanza o per quelle con diabete gestazionale. La rassegna degli studi non risponde quindi alla domanda se l’integrazione di zinco sia indicata in gravidanza per una determinata persona o quale quantità sarebbe adatta.

È importante non equiparare l’inclusione di un gruppo in una ricerca a una raccomandazione specifica per quel gruppo. L’abstract fornito non descrive un’analisi separata dei dati relativi alla gravidanza sulla cui base si possa raccomandare l’assunzione. Per questa domanda, le fonti utilizzate nell’articolo restano quindi insufficienti.

Altre situazioni particolari

Anche gli studi su altre situazioni ben delimitate non possono essere automaticamente estesi alla gravidanza o all’integrazione in generale. Una rassegna sullo zinco nel diabete riporta risultati per i gruppi esaminati, ma nell’abstract disponibile non fornisce indicazioni generali sull’assunzione da parte delle persone in gravidanza. La fonte non consente quindi di affermare se le persone in particolari situazioni di vita debbano assumere integratori di zinco.

Per la questione «Integrazione di zinco in gravidanza», la conclusione è dunque strettamente limitata: le fonti fornite non vi rispondono in modo sufficiente. Non offrono né una raccomandazione generale né una dose per la gravidanza. Per questo motivo, qui non viene formulata una raccomandazione di questo tipo.

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Domande frequenti

Che cos’è un integratore di zinco?

Un integratore di zinco è un prodotto destinato a fornire un apporto supplementare di zinco.

Gli studi descritti dimostrano che lo zinco è utile per tutti?

No. Le revisioni esaminano gruppi e quesiti specifici; i loro risultati non costituiscono una raccomandazione generale per tutti.

Che cosa ha rilevato la metanalisi sullo zinco e sui disturbi dell’olfatto?

Nell’analisi complessiva non è emersa una differenza statisticamente significativa tra i gruppi trattati con zinco e i gruppi di controllo nel miglioramento della funzione olfattiva. Fonte

I diversi preparati di zinco studiati sono uguali?

No. Gli studi differiscono, tra l’altro, per formulazione, quantità, durata e misurazione degli esiti. Fonte

Le fonti forniscono una raccomandazione sull’uso dello zinco in gravidanza?

No. La revisione fornita non riporta una base specifica per una raccomandazione generale sull’assunzione durante la gravidanza. Fonte

Fonti

  1. Therapeutic potential of zinc supplementation in rheumatoid arthritis: clinical evidence, molecular mechanisms, and formulation-specific (link esterno)
  2. Effects of Zinc Supplementation on Glycemic Control, Insulin Resistance, Inflammation and Oxidative Stress in Diabetes: A Systematic Review (link esterno)
  3. Oral Zinc Supplementation in Acne Vulgaris and Hidradenitis Suppurativa: An Updated Comprehensive Review. (link esterno)
  4. The effects of zinc supplementation on olfactory disorders: a systematic review with meta-analysis. (link esterno)

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