Quali sono i benefici della vitamina E?
Risposta breve
I valori di riferimento ufficiali servono soprattutto a coprire un fabbisogno nutrizionale; da soli non promettono effetti generali, cosmetici o sui capelli.
Fatti rapidi
- La forma riconosciuta come fisiologicamente attiva nell’essere umano è l’alfa-tocoferolo.
- Assunzioni adeguate EFSA negli adulti: 13 mg al giorno per gli uomini e 11 mg al giorno per le donne.
- Limite superiore tollerabile negli adulti: 300 mg al giorno.
- Fonti alimentari ricche: olio di germe di grano, semi di girasole, mandorle e olio di girasole.
- Nell’uso topico, il risultato dipende dalla formulazione completa, non dalla sola vitamina E.

Vitamina E: a cosa serve davvero?
Che cosa comprende il nome «vitamina E»
Nella letteratura scientifica, vitamina E ha indicato a lungo un insieme di otto molecole: quattro tocoferoli e quattro tocotrienoli. Il parere dell’EFSA del 2015 ha poi concluso che, nell’essere umano, l’α-tocoferolo è l’unica forma fisiologicamente attiva considerata per i fabbisogni di riferimento, poiché le sue concentrazioni nel sangue sono mantenute in modo preferenziale dalla proteina di trasferimento α-TTP (EFSA, parere sui valori nutrizionali di riferimento) (EFSA, parere sul limite superiore tollerabile del 2024).
In altre parole, quando si parla dell’assunzione di vitamina E negli adulti, le autorità fanno riferimento soprattutto all’α-tocoferolo, non a una semplice somma di «tocoferoli + tocotrienoli» (EFSA, 2024).
I valori di riferimento per l’assunzione negli adulti
| Autorità | Uomini adulti | Donne adulte | Tipo di valore di riferimento |
|---|---|---|---|
| EFSA, 2015 | 13 mg al giorno | 11 mg al giorno | Assunzioni adeguate |
| Riferimenti nordici, 2023 | 11 mg al giorno | 10 mg al giorno | Assunzioni adeguate |
| EFSA, 2024 | 300 mg al giorno | Limite superiore tollerabile per gli adulti | |
Questi valori non hanno lo stesso significato: le assunzioni adeguate mirano a coprire il fabbisogno osservato in popolazioni sane, mentre il limite superiore tollerabile fissa il livello da non superare cronicamente negli adulti (EFSA, 2024). I riferimenti nordici del 2023 indicano anche fabbisogni medi provvisori, distinti dalle assunzioni adeguate, pari a 9 mg al giorno per gli uomini e 8 mg al giorno per le donne (Riferimenti nordici 2023).
Che cosa aspettarsi da un’assunzione adeguata — e che cosa no
In pratica, un’assunzione adeguata serve innanzitutto a mantenersi entro un intervallo nutrizionale coerente con i valori di riferimento. Per una persona che si nutre già bene, l’integrazione non sostituisce una dieta equilibrata e non va considerata una scorciatoia per ottenere un effetto generale «in più» (EFSA, 2015) (EFSA, 2024).
Quali benefici sono realmente sostenuti dalla ricerca?
Una sola indicazione sulla salute autorizzata, formulata con precisione
L’EFSA ricorda inoltre che, nel suo parere del 2024, la vitamina E considerata ai fini della valutazione è l’α-tocoferolo, unica forma fisiologicamente attiva, secondo il parere dell’EFSA sul limite superiore.
In altre parole, il beneficio riconosciuto è innanzitutto nutrizionale: descrive una normale funzione dell’organismo, non una promessa di prevenzione ampia o straordinaria.
Che cosa suggeriscono realmente i valori di riferimento per l’assunzione
Quando parlano di vitamina E, le autorità non usano tutte lo stesso criterio di misura. Nel 2015 l’EFSA ha fissato assunzioni adeguate di 13 mg al giorno per gli uomini e 11 mg al giorno per le donne, non essendo possibile stabilire un fabbisogno medio più preciso EFSA, valori di riferimento. Le raccomandazioni nordiche del 2023 indicano 11 mg al giorno per gli uomini e 10 mg al giorno per le donne, con fabbisogni medi provvisori inferiori, pari rispettivamente a 9 mg al giorno e 8 mg al giorno Nordic Nutrition Recommendations 2023.
Questi valori servono a individuare un’assunzione alimentare soddisfacente, non a promettere un effetto aggiuntivo aumentando la dose. La sintesi nordica precisa che negli adulti sani non è stata descritta una carenza dovuta soltanto a un’alimentazione povera di vitamina E; il rischio riguarda soprattutto un malassorbimento prolungato dei grassi o alcune malattie genetiche Nordic Nutrition Recommendations 2023.
| Riferimento | Come interpretarlo |
|---|---|
| Indicazione sulla salute autorizzata | |
| Assunzioni di riferimento | EFSA: 13 mg al giorno per gli uomini e 11 mg al giorno per le donne; riferimenti nordici 2023: 11 mg al giorno e 10 mg al giorno. |
«Benefici» non significa «prevenzione generale»
In pratica, il principale «beneficio» documentato della vitamina E è la copertura di un reale fabbisogno nutrizionale, non la sostituzione delle prove cliniche con un argomento di marketing.
Vitamina E sulla pelle: che cosa aspettarsi?
Assunzione orale, applicazione locale e formulazione completa
Per l’assunzione orale, l’EFSA considera l’α‑tocoferolo come l’unica forma fisiologicamente attiva della vitamina E. Questo riguarda l’assunzione nutrizionale e gli integratori, non costituisce di per sé una promessa di effetti sulla pelle.
Nell’uso locale si parla di un prodotto applicato direttamente sulla pelle: crema, lozione, siero o balsamo. Se la vitamina E è associata ad altri ingredienti, non si può attribuire il risultato a un solo componente. Conta l’intera formulazione, non soltanto l’ingrediente messo in evidenza sull’etichetta.
| Uso | Che cosa indica | Aspetto a cui prestare attenzione |
|---|---|---|
| Assunzione orale | Assunzione alimentare o integratore contenente α‑tocoferolo | Si considera l’assunzione, non un effetto cosmetico diretto |
| Uso topico | Applicazione sulla pelle | Il risultato dipende dalla formulazione completa |
| Formulazione combinata | Vitamina E associata ad altri principi attivi | Impossibile isolare l’effetto della sola vitamina E |
Barriera cutanea, idratazione e stress ossidativo
Il presunto legame tra vitamina E e stress ossidativo si basa innanzitutto su un ragionamento relativo al meccanismo d’azione. Per chi legge, la conseguenza pratica è semplice: la presenza di vitamina E in un prodotto per la cura della pelle non basta a dimostrare un effetto visibile sulla pelle.
In altre parole, una crema «con vitamina E» può certamente essere piacevole da usare, ma questo non permette di concludere che agisca sulla pelle meglio di un’altra grazie soltanto a questo ingrediente.
Che cosa non bisogna promettere
La vitamina E non va presentata come trattamento autonomo dell’acne, dell’eczema o delle macchie pigmentarie. La stessa cautela vale per le promesse di una pelle «schiarita», «più uniforme» o «protetta dal sole»: questi effetti non si possono dedurre dalla semplice presenza di vitamina E in un prodotto.
In pratica, la vitamina E può essere presente in un prodotto per la cura della pelle, ma la sua presenza non basta a garantire un beneficio cutaneo misurabile.
Per il viso come per il corpo, è opportuno leggere l’intera composizione del prodotto e distinguere l’uso cosmetico dall’assunzione di un integratore alimentare.
Vitamina E per il viso: schiarisce la pelle?
«Schiarire» non significa la stessa cosa per tutti
Per il viso, «schiarire» può indicare un effetto di luminosità, una maggiore uniformità dell’incarnato, un’attenuazione delle irregolarità visibili o, più raramente, una vera depigmentazione. Le aspettative sono diverse, così come le prove. Nello studio disponibile individuato qui, il risultato osservato riguarda soprattutto l’uniformità dell’incarnato ottenuta con una formulazione cosmetica completa, non un’azione dimostrata della sola vitamina E: studio randomizzato su una lozione per il viso contenente niacinamide, pantenolo e acetato di tocoferile.
Lo studio è stato condotto su 246 donne indiane tra i 30 e i 60 anni con iperpigmentazione epidermica. 207 partecipanti hanno completato 10 settimane di applicazione quotidiana. I valutatori hanno osservato un’attenuazione visibile dell’iperpigmentazione e un incarnato più uniforme, con differenze percepibili già dopo 6 settimane. Lo studio, però, non permette di attribuire questo risultato alla sola vitamina E, perché faceva parte di un’associazione di ingredienti.
| Risultato cercato | Che cosa mostra lo studio | Limite pratico |
|---|---|---|
| Incarnato più luminoso | Migliore uniformità visiva con una formulazione combinata | Impossibile isolare la vitamina E |
| Macchie meno visibili | Attenuazione dell’iperpigmentazione osservata | Nessuna prova di un effetto depigmentante specifico della vitamina E |
| «Pelle più chiara» | Nessuna dimostrazione di un reale schiarimento prodotto dalla sola vitamina E | Il termine può creare aspettative irrealistiche |
Che cosa si può concludere da questi dati — e che cosa no
Il risultato più concreto qui è modesto e di natura cosmetica: una crema o una lozione può dare l’impressione di un incarnato più uniforme quando combina più principi attivi. Questo studio, invece, non mostra che una capsula, una capsula molle o l’applicazione della sola vitamina E modifichino la pigmentazione del viso. Il risultato visibile è quindi legato più alla formulazione completa che alla vitamina E isolata: dettagli dello studio.
Per il viso, la vitamina E non va presentata come uno schiarente di provata efficacia: i dati individuati riguardano una formulazione combinata, non la sola vitamina E.
Errori comuni da evitare
Primo errore: aspettarsi che un prodotto per la cura della pelle con vitamina E elimini le macchie o cambi il colore della pelle. Secondo errore: confondere «pelle più luminosa» con «pelle più chiara». Terzo errore: giudicare il risultato dopo pochi giorni, quando nello studio citato le differenze sono state rilevate soprattutto a partire da 6 settimane. Se l’obiettivo è un effetto visibile, occorre quindi considerare l’elenco completo degli ingredienti, non soltanto la presenza di vitamina E.
Vitamina E per i capelli: utile o sopravvalutata?
Che cosa si può dire sulla base dei dati sugli esseri umani
I valori di riferimento ufficiali per la vitamina E servono innanzitutto a valutare l’apporto nutrizionale. L’EFSA ha stabilito assunzioni adeguate di 13 mg/giorno per gli uomini e 11 mg/giorno per le donne riferimento europeo sulle assunzioni di vitamina E, mentre le raccomandazioni nordiche del 2023 indicano 11 mg/giorno per gli uomini e 10 mg/giorno per le donne, con fabbisogni medi provvisori distinti di 9 mg/giorno e 8 mg/giorno riferimenti nordici del 2023. Questi numeri descrivono un’assunzione di riferimento, non promettono risultati sui capelli.
Questo indica che esiste una pista di ricerca, ma non una prova sufficiente per promettere una ricrescita, una maggiore lucentezza, una minore rottura dei capelli o un effetto dimostrato sul cuoio capelluto.
Capelli, cuoio capelluto e carenza: tre aspetti da non confondere
| Questione | Che cosa mostrano le fonti | Limite pratico |
|---|---|---|
| Apporto nutrizionale | I valori di riferimento dell’EFSA e delle raccomandazioni nordiche indicano le assunzioni di riferimento per la vitamina E EFSA Nordic Nutrition Recommendations 2023. | Un valore di riferimento per l’assunzione non è una prova di efficacia per i capelli. |
| Ricerca sugli esseri umani | Un articolo relativo a esseri umani riguarda i tocotrienoli e la crescita dei capelli volontari umani e capelli. | Il livello delle prove non consente di affermare un chiaro beneficio cosmetico. |
| Carenza | La carenza clinica dovuta soltanto a un’alimentazione povera di vitamina E non è descritta negli adulti sani; il rischio riguarda soprattutto un malassorbimento prolungato dei grassi o alcune malattie genetiche sintesi nordica del 2023. | Se esiste una carenza, la questione è nutrizionale. |
Quando un apporto adeguato può aiutare e quando un effetto è improbabile
La sintesi nordica precisa inoltre che il rischio non riguarda l’adulto sano che segue semplicemente un’alimentazione ordinaria, ma soprattutto alcuni disturbi dell’assorbimento e alcune malattie genetiche che interessano il trasporto dei lipidi o dell’α-tocoferolo sintesi nordica del 2023. Al di fuori di questo contesto, le fonti qui fornite non consentono di attribuire alla vitamina E un effetto dimostrato sulla caduta, sulla crescita, sulla lucentezza o sulla rottura dei capelli.
Da ricordare: per i capelli, la vitamina E resta soprattutto un riferimento nutrizionale; nelle fonti qui fornite non è stata accertata, sulla base di studi sugli esseri umani, la prova di un chiaro beneficio per i capelli.
Donne e uomini: chi può essere più soggetto a carenza?
Valori di riferimento vicini per gli adulti, senza grandi differenze tra i sessi
L’EFSA precisa di non aver potuto stabilire fabbisogni medi di riferimento (AR) né assunzioni di riferimento per la popolazione (PRI) per la vitamina E, a causa dell’insufficienza dei dati; ha quindi adottato le assunzioni adeguate (AI). Per gli adulti, questi valori sono di 13 mg al giorno per gli uomini e 11 mg al giorno per le donne (EFSA).

Nei valori di riferimento forniti dall’EFSA, il sesso non determina quindi una netta differenza nell’età adulta; i valori pubblicati delineano soprattutto un quadro comune, con variazioni più evidenti in base all’età (EFSA).
Età, adolescenza e gravidanza: i valori cambiano soprattutto con le fasi della vita, più che con il solo sesso
| Gruppo | Assunzione adeguata EFSA | Fonte |
|---|---|---|
| Uomini adulti | 13 mg/giorno | EFSA |
| Donne adulte | 11 mg/giorno | EFSA |
| Bambini da 1 a 3 anni | 6 mg/giorno | Parere scientifico dell’EFSA sulla vitamina E |
| Bambini da 3 a 10 anni | 9 mg/giorno | Parere scientifico dell’EFSA sulla vitamina E |
| Ragazzi da 10 a 18 anni | 13 mg/giorno | Parere scientifico dell’EFSA sulla vitamina E |
| Ragazze da 10 a 18 anni | 11 mg/giorno | Parere scientifico dell’EFSA sulla vitamina E |
| Lattanti da 7 a 11 mesi | 5 mg/giorno | Parere scientifico dell’EFSA sulla vitamina E |
Questi valori sono assunzioni adeguate, non dosi di integratori, e servono come riferimento pratico per confrontare la propria alimentazione con i valori ufficiali (EFSA).
Per la gravidanza e l’allattamento, il parere del 2024 mantiene un livello massimo tollerabile di 300 mg al giorno negli adulti, comprese le donne in gravidanza e in allattamento; si tratta di una soglia di sicurezza, non di un fabbisogno nutrizionale (EFSA).
Chi dovrebbe prestare maggiore attenzione alla valutazione dell’apporto?
L’EFSA esclude dal proprio quadro standard le persone che assumono anticoagulanti o antiaggreganti, nonché quelle affette da una sindrome da malassorbimento della vitamina K; il documento menziona inoltre le malattie che interessano il fegato, il pancreas o l’apparato digerente tra le situazioni considerate negli studi analizzati (Parere scientifico dell’EFSA sulla vitamina E).
In pratica, questo significa che un parere medico o nutrizionale è particolarmente opportuno se hai già un problema di assorbimento noto, se la tua situazione digestiva non rientra nella norma o se segui una terapia per la quale la vitamina E richiede particolari considerazioni di sicurezza. L’EFSA ha anche sollevato la questione di eventuali differenze legate a polimorfismi genetici nel metabolismo dell’alfa-tocoferolo, ma l’estratto disponibile non fornisce qui un valore di riferimento personalizzato per il singolo individuo (EFSA).
In altre parole, per rispondere semplicemente alla domanda «donne o uomini?», i valori di riferimento ufficiali indicano soprattutto fabbisogni vicini nell’età adulta; sono le fasi della vita e le condizioni cliniche a giustificare più spesso una valutazione più attenta del proprio apporto (EFSA).
Alimenti, capsule e perle: come scegliere in farmacia?
Fonti alimentari da privilegiare
Nell’alimentazione, la vitamina E si trova soprattutto in porzioni modeste di oli vegetali, semi e frutta a guscio. La scheda ODS del NIH precisa che i valori sono espressi in mg di α-tocoferolo per porzione commestibile, non in «vitamina E totale» considerando tutte le forme scheda ODS del NIH.
| Alimento | Porzione | α-tocoferolo |
|---|---|---|
| Olio di germe di grano | 1 cucchiaio | 20,3 mg |
| Semi di girasole tostati a secco | 1 oncia, pari a circa 28 g | 7,4 mg |
| Mandorle tostate a secco | Circa 28 g | 6,8 mg |
| Olio di girasole | 1 cucchiaio | 5,6 mg |
| Spinaci bolliti | 1/2 tazza | 1,9 mg |
La scheda ODS del NIH ricorda inoltre che le dosi espresse in UI, in mg di sostanza e in mg di attività vitaminica non sono direttamente confrontabili.
Capsule, perle e oli: leggere l’etichetta
In farmacia, l’aspetto fondamentale è la forma chimica. Il parere dell’EFSA considera l’α-tocoferolo l’unica forma essenziale di vitamina E; tra le forme sintetiche, gli stereoisomeri 2R soddisfano i fabbisogni umani, mentre i 2S vengono metabolizzati rapidamente. La scheda ODS aggiunge che, a parità di massa, la forma all-rac (spesso indicata con dl-) ha circa la metà dell’attività vitaminica della forma naturale RRR (spesso indicata con d-) e che gli esteri acetato e succinato vengono idrolizzati e poi assorbiti parere dell’EFSA sulla vitamina E e scheda ODS del NIH.
Per confrontare due perle o un olio, considera sempre tre elementi: la forma (RRR, all-rac, acetato, succinato), la quantità per unità e la dose giornaliera indicata. Verifica anche la presenza di altri ingredienti, perché un prodotto può combinare più forme di tocoferoli o altri composti senza che la dicitura principale lo spieghi chiaramente parere dell’EFSA sulla vitamina E.
Valori di riferimento per un uso prudente della dose giornaliera
L’EFSA stabilisce per gli adulti un livello massimo tollerabile di 300 mg/giorno di α-tocoferolo, considerando tutte le fonti; i valori pubblicati sono più bassi per bambini e adolescenti: in particolare, 100 mg/giorno da 1 a 3 anni, 120 mg da 4 a 6 anni, 160 mg da 7 a 10 anni, 220 mg da 11 a 14 anni e 260 mg da 15 a 17 anni. Per i lattanti, l’EFSA distingue 50 mg/giorno da 4 a 6 mesi e 60 mg/giorno da 7 a 11 mesi parere dell’EFSA sulla vitamina E.
La scelta più accorta è confrontare la forma chimica e la dose per unità, non soltanto la dicitura «vitamina E» sulla confezione.
Sicurezza: effetti indesiderati, interazioni e sovradosaggio
Il riferimento più importante
Per la vitamina E, l’effetto critico individuato dall’EFSA è l’impatto sulla coagulazione del sangue e il rischio di sanguinamento. L’autorità mantiene un limite superiore di 300 mg al giorno per gli adulti, comprese le donne in gravidanza e in allattamento, per l’alfa-tocoferolo proveniente da tutte le fonti alimentari. Il parere precisa inoltre che questo limite si applica a tutte le forme stereoisomeriche dell’alfa-tocoferolo e che nessun nuovo dato ha permesso di affinare la relazione dose-risposta.
| Autorità | Popolazione | Limite superiore |
|---|---|---|
| EFSA, 2024 | Adulti, donne in gravidanza e in allattamento | 300 mg al giorno |
| SCF, 2003 | Adulti | 300 mg al giorno |
| EVM, 2003 | Integratori per adulti | 540 mg al giorno di equivalenti di RRR-alfa-tocoferolo |
Le situazioni che richiedono un parere medico
L’EFSA esclude dalla propria popolazione di riferimento le persone in trattamento con anticoagulanti o antiaggreganti, nonché quelle che presentano una sindrome da malassorbimento della vitamina K. Il testo aggiunge le situazioni in cui la sintesi della vitamina K da parte del microbiota intestinale può essere alterata e cita anche un rischio di sanguinamento maggiore nelle persone che assumono aspirina (EFSA, parere del 2024). In questi casi, un integratore non va scelto come un prodotto qualsiasi.
Chi è più vulnerabile agli eccessi
I limiti di sicurezza sono più restrittivi per i più giovani: l’EFSA indica limiti superiori di 100 mg al giorno da 1 a 3 anni, 120 mg al giorno da 4 a 6 anni, 160 mg al giorno da 7 a 10 anni, 220 mg al giorno da 11 a 14 anni e 260 mg al giorno da 15 a 17 anni, con 50 mg al giorno da 4 a 6 mesi e 60 mg al giorno da 7 a 11 mesi (EFSA, 2024). In altre parole, una capsula pensata per gli adulti può non essere adatta ai bambini.
Assunzione orale e uso cutaneo
I limiti numerici citati qui riguardano l’apporto totale per via orale, cioè l’alimentazione e gli integratori (EFSA, 2024). Per la pelle, questo quadro non fornisce una soglia cutanea con cui confrontare una crema o un’applicazione locale; con un integratore, il rischio da tenere sotto controllo resta quindi soprattutto l’accumulo di dosi assunte per via orale e i trattamenti che modificano la coagulazione.
Sicurezza e precauzioni
Per l’assunzione orale, la vitamina E rientra nell’apporto totale; negli adulti, il limite superiore tollerabile è di 300 mg al giorno, anche durante la gravidanza e l’allattamento. Nei bambini le soglie sono più basse, quindi non bisogna usare dosi destinate agli adulti.
Chiedete consiglio a un professionista sanitario se assumete un anticoagulante, un antiaggregante o aspirina, se avete un disturbo dell’assorbimento dei grassi, se siete in gravidanza, se allattate o se l’integratore è destinato a un bambino.
Domande frequenti
Si può applicare vitamina E pura sul viso tutti i giorni?
Il testo non consente di raccomandare l’applicazione quotidiana di vitamina E pura sul viso. Nell’uso locale conta la formulazione completa, e la sola presenza di vitamina E non basta a prevedere un risultato visibile. Se la pelle reagisce o se il prodotto è molto concentrato, è preferibile chiedere un parere professionale.
Le capsule di vitamina E fanno crescere i capelli?
Le fonti fornite non consentono di affermare che facciano crescere i capelli. La vitamina E resta soprattutto un riferimento nutrizionale e qui non è dimostrato, negli esseri umani, un chiaro beneficio per i capelli. Un’assunzione adeguata può avere senso soprattutto in particolari situazioni di malassorbimento o carenza.
Qual è la differenza tra vitamina E naturale e sintetica?
La forma naturale è spesso indicata come RRR-alfa-tocoferolo. La comune forma sintetica, indicata come all-rac o dl-, contiene diversi stereoisomeri e, a parità di massa, ha circa la metà dell’attività vitaminica della forma naturale. Per confrontare due prodotti, bisogna considerare la forma chimica, la quantità per unità e la dose giornaliera.
Quali alimenti contengono più vitamina E?
Le fonti più ricche citate sono gli oli vegetali, i semi e la frutta a guscio. L’olio di germe di grano apporta 20,3 mg per cucchiaio, i semi di girasole tostati circa 7,4 mg per 28 g e le mandorle tostate circa 6,8 mg per 28 g. Anche l’olio di girasole e gli spinaci cotti ne apportano, ma in quantità più modeste.
A partire da quale dose la vitamina E può comportare rischi?
Negli adulti, il limite superiore tollerabile è di 300 mg al giorno di alfa-tocoferolo da tutte le fonti. Nei bambini le soglie sono più basse, quindi una capsula destinata agli adulti può non essere adatta. Il rischio principale riguarda la coagulazione e i sanguinamenti, soprattutto in caso di trattamento con anticoagulanti, antiaggreganti o aspirina.
Fonti
- EFSA: Dietary reference values: vitamin E and cobalamin (link esterno)
- NORDIC NUTRITION RECOMMENDATIONS 2023 (link esterno)
- EUR-Lex: Règlement - 432/2012 - DE (link esterno)
- Vitamin E - Health Professional Fact Sheet (link esterno)
- PubMed: Clinical Efficacy of Nutritional Supplements in Atopic Dermatitis: Systematic Review (link esterno)
- PubMed: The Role of Topical Vitamin E in Scar Management: A Systematic Review (link esterno)
- PubMed: The effects of a daily facial lotion containing vitamins B3 and E and provitamin B5 on the facial skin of Indian women (link esterno)
- PubMed: Effect of a topical antioxidant serum containing vitamin C, vitamin E, and ferulic acid after Q-switched 1064-nm Nd:YAG laser (link esterno)
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